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Lunedì, 09 Ottobre 2017

La metodologia Bim per l’adeguamento sismico di edifici esistenti

 

 

La metodologia Bim mostra un’efficacia operativa anche nel supporto di tematiche innovative e di ricerca e si propone come un efficace strumento di controllo e verifica di attività ad alta complessità, ancor più se combinata a moderne metodologie.

Nel percorso di analisi sulla metodologia di lavoro basata sul Building Information Modeling (Bim) e, più precisamente, sul contributo che la stessa può dare ai diversi aspetti del settore delle costruzioni, si è voluto affrontare un tema di interesse crescente e innovativo, sia dal punto di vista metodologico che tecnologico e strategico: l’adeguamento sismico degli edifici. In diverse zone del Paese, quelle storicamente soggette a eventi sismici «frequenti e regolari», la sensibilità verso possibili fenomeni calamitosi è particolarmente elevata e l’argomento diviene oggetto di discussione in ambito professionale, sociale ed economico.
Il tema del possibile utilizzo della metodologia Bim è stato affrontato con il contributo dell’ing. Marco Vona, ricercatore di Tecnica delle Costruzioni e docente di Progetto di Strutture e Riabilitazione Strutturale presso l’Università degli studi della Basilicata, e del dott. Angelo Anelli.

Si tratta degli autori di un recente lavoro di ricerca sulla applicazione di metodi multi-criteri e multidisciplinari (Multi Criteria Decision Making, Mcdm) per l’individuazione delle strategie di intervento ottimali su edifici esistenti in calcestruzzo armato.
Gli interventi sugli edifici esistenti intelaiati in c.a., siano di rinforzo, di miglioramento e/o adeguamento sismico, rappresentano una problematica il cui interesse è in costante crescita sia dal punto di vista della ricerca scientifica, in continua evoluzione per la definizione di metodologie e tecniche innovative sempre meno invasive, sia dal punto di vista professionale e sociale.

Il processo di definizione e realizzazione dell’intervento edilizio, e in particolar modo delle fasi di cantierizzazione, richiede una elevata specificità delle competenze necessarie per affrontare lavorazioni così delicate.


Per loro stessa natura questi interventi sono, infatti, caratterizzati da grandi complessità operative in tutte le fasi, sia a causa della difficoltà a ottenere una reale conoscenza della struttura sia in relazione alla necessità di garantire la continuità di fruizione degli edifici oggetto di intervento stessi.
Tali problematiche rendono gli interventi sugli edifici esistenti fonte di opportunità lavorative da una parte e vere e proprie sfide professionali dall’altra. Superfluo sottolineare l’inevitabile vantaggio sociale che si può avere evitando che eventi calamitosi portino vittime e di danni.

 

estratto da:

http://www.ilnuovocantiere.it/la-metodologia-bim-per-ladeguamento-sismico-di-edifici-esistenti-pianificazione-e-controllo-del-cantiere/